Avete presente quel sapore intenso che addolcisce il caciocavallo ragusano BIO del Rustic Burger e si sposa benissimo col gusto della carne di manzo? È il prezioso miele d’Ape Nera Sicula, Presidio Slow Food dal 2008 e prodotto, appunto, da un tipo di ape molto scura, dalle ali piccole.
Ma quanto ne sapete di questo delizioso prodotto? Ecco 4 cose che nessuno vi ha mai detto e che vi sorprenderanno.

1. È un toccasana

Il miele d’ape nera ha proprietà davvero sorprendenti, tanto da essere studiato dal Dipartimento di Chimica farmaceutica e tossicologia dell’Università Federico II di Napoli e dal Dipartimento di Farmaceutica e scienze biomediche dell’Università di Salerno. Contiene antiossidanti in quantità fino a dieci volte superiori rispetto al normale, ma anche 13 sostanze antibatteriche e quattro antifungine. Un vero e proprio rigenerante e ricostituente naturale con proprietà curative e terapeutiche.

2. L’Ape Nera era a rischio d’estinzione

Se ancora oggi l’Ape Nera Sicula è presente nell’Isola, lo si deve all’entomologo Pietro Genduso, docente universitario a Palermo, e all’apicoltore Carlo Amodeo, grande appassionato di api e allievo di Genduso che ha contribuito alla salvezza della specie dall’estinzione installando alveari prima sull’ isola di Ustica, successivamente a Filicudi, Alicudi e Vulcano, in modo che l’insetto mantenesse la purezza genetica.

3. L’ape nera è molto docile

Non servono maschere nelle operazioni di smielatura. È molto produttiva – anche a temperature elevate, oltre i 40° quando le altre api si bloccano – e sopporta bene gli sbalzi di temperatura.

4. È Presidio Slow Food

Il Presidio è stato avviato con Carlo Amodeo nel 2008 per sollecitare l’attenzione e lanciare un allarme circa il rischio di estinzione di questa razza autoctona. Negli anni successivi altri apicoltori si sono interessati a questa razza e oggi il Presidio è composto da otto allevatori che hanno recuperato le regine da Carlo Amodeo. Un grande successo è stato, nel gennaio 2012, l’avvio del “Progetto di reintroduzione e di conservazione della sottospecie a rischio di estinzione Apis mellifera siciliana” finanziato dalla Regione Sicilia e seguito dal CRA-API di Bologna (il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura, Unità di ricerca di Apicoltura) in collaborazione con l’Università di Catania e di Palermo, l’Istituto Zooprofilattico della Sicilia, la Soat di Collesano, Apicoltura Amodeo e Slow Food.

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